NON PASSARCI SOPRA. Quattro percorsi per scoprire il valore della gratuità

La Casa di Cura Giovani XXIII con AROUND US
è partner dell’organizzazione della mostra fotografica “a terra”

100 storie di disagio e di chi prova a non passarci sopra.
Associazioni, aziende e fondazioni, italiane e straniere, raccontano il loro modo di interpretare la misericordia, di portare cioè nel cuore le miserie altrui, di ricucire con chi è distante attraverso comportamenti solidali e disinteressati.

Stazione Tiburtina, galleria vetrata – Roma
Dal 20 ottobre al 4 novembre 2016
Dalle ore 6 alle ore 23

locandina                 programma

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Il primo passo per la prevenzione del carcinoma alla mammella? L’autopalpazione del seno

A cosa serve e come si fa l’autopalpazione del seno?

L’autopalpazione del seno permette la conoscenza approfondita della normale struttura del seno permettendo alla donna di scoprire tempestivamente eventuali modificazioni e anomalie.

Com’è fatta una mammella?
La mammella è costituita da ghiandole, dotti, tessuto grasso e muscolare. Contiene un numero variabile di dotti secretori di latte che confluiscono nel capezzolo e sono responsabili della produzione del latte materno.
Sappiamo che, dividendo il seno in quattro parti (quadranti), la maggior quantità di dotti è localizzata nel QSE (quadrante superiore esterno) della mammella quello prossimo all’ascella. È in questa localizzazione che si trova la maggior percentuale di tumori maligni della mammella (circa il 50%). Nel QSI (quadrante superiore interno) circa il 15%, nel QIE (quadrante inferiore esterno) circa l’11% mentre nel QII (quadrante inferiore interno) solo il 6%.

Iniziare da giovani

Società mediche nazionali ed internazionali raccomandano che si inizi con l’autopalpazione del seno a partire dai 20 anni di età. È dimostrato che 1 donna su 10 potrebbe essere affetta da cancro alla mammella durante la sua vita, la frequenza aumenta tra i 40 e i 65 anni. Il 95% dei casi di carcinoma mammario può essere guarito se diagnosticato precocemente.

Quando farla?

L’autopalpazione del seno deve essere eseguita una volta al mese, in modo che ogni donna impari a conoscere la struttura fisiologica del suo seno e possa notare ogni alterazione.
E’ importante che l’autopalpazione sia eseguita correttamente e sempre nello stesso periodo. Le donne in età fertile possono eseguirla alcuni giorni dopo il termine del ciclo mestruale, quando la mammella è meno tesa e dolente. Le donne in menopausa o in gravidanza possono eseguirla il primo giorno di ogni mese (un giorno fisso che sia facile da ricordare).

LE ALTERAZIONI DA RICERCARE DURANTE L’AUTOPALPAZIONE SONO:

1) la comparsa di un nodo o di un addensamento nella mammella o nel cavo ascellare
2) una variazione di dimensione, di forma o un’asimmetria delle mammelle
3) una tumefazione della mammella
4) qualsiasi alterazione cutanea, quale una retrazione od una irritazione
5) arrossamento o desquamazione del capezzolo o della cute mammaria
6) secrezione ematica o siero-ematica dal capezzolo
7) dolore od aumentata sensibilità del capezzolo
8) retrazione del capezzolo: introflessione o rotazione in una posizione differente

Se si evidenziano una o più di queste alterazioni, è necessario rivolgersi quanto prima al senologo, per una corretta valutazione diagnostica.

Come si procede?
E’ importante guardare e sentire entrambe le mammelle ed il cavo ascellare.

  • L’ispezione (guardare)

Situatevi di fronte ad uno specchio ed osservate i vostri seni:
prima con le braccia lungo il corpo
poi con le mani pressionando la vita (questa manovra contrae il muscolo pettorale)
poi portate le braccia sopra la testa

Osserva i tuoi seni per distinguere eventuali differenze tra di loro:

-nella forma
-di grandezza
-nel contorno
(rigonfiamenti, zone dure, retrazioni del capezzolo, ecc…)
Osserva la cute per evidenziare eventuali eczemi, ulcerazioni, ecc…

  • La palpazione (sentire)

Può essere effettuata sia nella posizione eretta che nella posizione supina.
Posizione eretta: la mammella può essere esaminata anche sotto la doccia; la pelle lubrificata dal sapone rende più agevole la palpazione. Portare il braccio destro dietro la testa. Usando la mano sinistra, esaminare la mammella destra ed il cavo ascellare dello stesso lato, cercando di rilevare la presenza di eventuali nuovi nodi. Nello stesso modo, esaminare la mammella sinistra.
Posizione supina: sdraiarsi con un cuscino o un asciugamano sotto la spalla destra e portare la mano destra dietro la testa. Controllare con la mano sinistra tutta la mammella ed il cavo ascellare destro. Ripetere per l’altra mammella.
Con le tra dita centrali della mano esploratrice esaminare la mammella creando degli anelli concentrici che si chiudono in una spirale, partendo dai quadranti esterni, per terminare nell’area del capezzolo (foto sotto)

Esaminare la mammella con dei movimenti verticali, coprendo l’intera area
Esaminare la mammella “per quadranti”, con movimenti dall’interno all’esterno e viceversa

Autopalpazione della mammella: come farla nel modo giusto [VIDEO]

Quando si palpa la mammella bisogna esercitare tre differenti livelli di pressione (lieve, moderata e forte) e dei piccoli massaggi circolari.
Non sollevare le dita durante la palpazione, per evitare di non esaminare un’area. E’ preferibile eseguire l’autopalpazione in un ambiente caldo o durante la doccia, in maniera tale che il tessuto mammario sia rilassato.

Il freddo può determinare una contrazione della mammella e del capezzolo, tale da rendere difficoltoso l’esame.
Naturalmente è importante valutare l’intera mammella con la massima cura, ricordandosi però che circa la metà dei tumori insorge nei quadranti supero-esterni, in prossimità del cavo ascellare.

Circa un terzo dei tumori insorge nell’area dietro il capezzolo. E’ necessariocomprimere il capezzolo e valutare l’eventuale secrezione di liquido, che se è giallo o verdognolo può non dare preoccupazioni. Al contrario, se è scuro o francamente ematico è da segnalare al proprio curante.
Soltanto il 20% delle donne praticano l’autopalpazione al seno, bisogna renderla un’abitudine.

Giovanni XXIII InForma – Puntata 1 ” Come funziona il Robot?”

” Come funziona il Robot? Che supporto dal al medico? Quali sono i benefici per il paziente?

La Casa di Cura ha creato, con i propri medici, una rubrica di approfondimento per dare informazioni ai propri pazienti, sui servizi presenti nella struttura e sulle nuove tecniche di cura adottate.

In questa puntata ai microfoni il Dott. Crivellaro Simone, direttore del programma di chirurgia mini invasiva e del training di chirurgia robotica all’ Università dell’ Illinois a Chicago. Consulente alla Casa di Cura Giovanni XXIII di Monastier porterà in Italia tutta la sua esperienza sull’utilizzo del Robot in campo Urologico.

 

 

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La Piazza Intervista al Dr. Fandella

La trasmissione La Piazza di Anternna 3 con ospite il Dr. Fandella che illustra la chirurgia robotica in ambito urologico in uso presso la nostra Casa di Cura Giovanni XXIII.

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Taglio del nastro alla GIOVANNI XXIII

Sono state inaugurate, la scorsa settimana, le nuove ‪#‎stanze‬ di osservazione per i pazienti sottoposti ad interventi ‪#‎chirurgici‬ ‪#‎ambulatoriali‬.

Questo intervento di ristrutturazione rientra tra le opere di restyling che la Casa Di Cura Giovanni XXIII Monastier di Treviso vuole fare a tutte le camere di degenza.

Verranno ultimate infatti a breve anche 9 camere dozzinanti singole e dotate di tutti i confort.

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INAUGURATO oggi il NUOVO blocco OPERATORIO

••• INNOVAZIONE AL SERVIZIO DELLE PERSONE •••

Inaugurato oggi il nuovo gruppo operatorio alla Casa Di Cura Giovanni XXIII Monastier di Treviso, formato da tre sale e dotato di flusso laminare, un innovativo sistema di sicurezza ISO 5 che garantisce la totale sterilità del campo operatorio per la maggior sicurezza del Paziente.

Le sale operatorie sono state realizzate con pareti modulari in acciaio verniciato che consentono rapida manutenzione e implementazione degli impianti e delle tecnologie. Sono dotate di sistema di video integrazione che consente di visualizzare, gestire e archiviare in sala operatoria le informazioni mediche multimediali (immagini radiologiche, foto e video degli interventi laparoscopici e artroscopici eseguiti e cartelle cliniche digitali) con comandi mimati. Questo permetterà al chirurgo di controllare personalmente le immagini TAC / risonanza e radiologia in genere, direttamente durante l’intervento, sia quelle in archivio sia quelle prese in tempo reale , senza dover toccare alcuna superficie e quindi mantenendo la completa sterilità. Questo sistema Tuochless permetterà di ridurre fino a 10 volte i tempi di recupero delle immagini corrette in sala operatoria. Un sensore di movimento è posizionato a soffitto di fronte al monitor selezionato. Le “gesture” vengono rilevate e trasformate in comandi di controllo per il sistema. Vedilo in funzione

Perchè Touchless?

Il controllo touchless mitiga il rischio di contaminazione del personale sterile. E’ stato infatti dimostrato come le superfici di contatto, quali tastiera e mouse, siano i principali serbatoi di agenti patogeni in sala operatoria. FLUID permette di accedere in modo veloce ed intuitivo al controllo radiologico senza compromettere la sterilità dell’operatore.

Una delle tre sale operatorie è una Sala Ibrida, dove, oltre all’attività chirurgica pura, si potranno svolgere attività di diagnostica interventistica con angiografo.

Il gruppo è dotato di due sistemi di Chirurgia Robotica:

• per le specialità di Urologia e Chirurgia Generale
• per la specialità di Ortopedia voluto per la particolare esperienza della clinica in questo campo.

Questi accorgimenti permettono alla Casa di Cura Giovanni XXIII di offrire una struttura all’avanguardia anche per quanto riguarda l’attività chirurgica.

Sala Ibrida

 

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ECCELLENZA contro l’ARTROSI

E’ ufficiale: la campagna informativa “Storie di vita in movimento” è stata presentata ieri a ‪#‎Monastier. Durante la conferenza stampa è stato possibile rilevare come l’ #‎artrosi colpisca circa il 50% delle persone che hanno superato i 60 anni di età. Un dato allarmante. Nonostante i 4 milioni di persone affette dalla patologia, ben il 28,4% di un campione preso in esame dal Censis ha indicato di non essere ricorso a nessuna terapia, poiché preferiva sopportare il #‎dolore‬.

Cambiamo insieme questo triste dato.

Dite basta al dolore di ‪#‎anca e #‎ginocchio‬,

visitate il sito http://storiedivitainmovimento.it/.

Perché una buona cura inizia dalle informazioni giuste.

 

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La tribuna scrive dell’evento:

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