Inaugurata la nuova “ala” della Casa di Cura

Punto di eccellenza ortopedico nazionale, quarta in Italia e prima in Veneto per protesica di anca e ginocchio (Classifica del P.N.E. 2017 Ministero della Salute), la Casa di Cura “Giovanni XXIII” di Monastier ha inaugurato ieri (martedì 5 giugno 2018) alla presenza del presidente della Regione Veneto Luca Zaia, la nuova ala che comprende il Centro di sterilizzazione, il nuovo reparto di medicina e il nuovo gruppo operatorio con sale ibride e integrate.
La “Giovanni XXIII” continua in questo modo ad affiancare, con professionalità e tecnologia, la già eccellente sanità veneta punto di riferimento per l’intero territorio nazionale.

Ecco la rassegna stampa degli articoli usciti ieri su i quotidiani:

 

 

 

8 MARZO, Regaliamo un sorriso a tutte le DONNE – GRATIS screening odontoiatrico

“Regaliamo un Sorriso”

Singolare iniziativa in occasione della festa della donna 2018. La Casa di Cura “Giovanni XXIII” di Monastier, da sempre attenta alle dinamiche che riguardano il mondo femminile, anche attraverso le tante campagne di prevenzione del tumore al seno, GIOVEDI’ 8 MARZO 2018 REGALERÀ a tutte le donne uno

SCREENING ODONTOIATRICO COMPLETO comprensivo di:

  • Prima visita
  • Pulizia dei denti
  • Panoramica OPT (se necessaria)

da effettuarsi presso la Nuova Clinica Odontoiatrica presso la Casa di Cura “Giovanni XXIII” di Monastier.
Basterà telefonare il giorno 8 marzo 2018 dalle 8.00 alle 18.00 ai numeri 0422.896715 o 0422.896415 e prenotare lo screening

La Nuova Clinica Odontoiatrica, realizzata con tecnologia di ultima generazione, comprende 8 Poltrone Odontoiatriche, di cui una strutturata anche per persone con disabilità; un Ambulatorio Chirurgico Odontoiatrico ed un’area riservata ai bambini.

Un punto di eccellenza a livello veneto.

Si tratta della più grande Clinica Odontoiatrica regionale collocata all’interno di una Casa di Cura; importantissima soprattutto per quei pazienti che, affetti da patologie particolari, vogliono sottoporsi a cure odontoiatriche e ortodontiche in sicurezza e con la garanzia, essendo all’interno di una Clinica, di avere a portata di mano i mezzi e le strutture adatti ad ogni tipo di evenienza. “Le donne oggi condividono gli impegni di lavoro con le tante necessità della famiglia e dei figli. Spesso la donna mette sé stessa in secondo piano rispetto agli altri, talvolta sottovalutando quelle che possono sembrare cure di cui si può fare a meno. In questo 8 marzo, invece che regalare un fiore o una mimosa – ha detto Gabriele Geretto amministratore delegato della Giovanni XXIII- abbiamo voluto offrire alle donne l’opportunità di “coccolarsi” attraverso la cura del proprio sorriso. Sorrisi che possono avere tanti significati. Quello che più desideriamo vedere è quello delle donne che hanno affrontato con coraggio le sfide della vita. Come quelle dell’intervento al seno” ha detto Gabriele Geretto.

Per questo motivo, in occasione della “Festa della donna” la Casa di Cura “Giovanni XXIII” di Monastier consegnerà anche un BUONO OMAGGIO per uno SCREENING ODONTOIATRICO COMPLETO a tutte quelle donne che dal 6 al 10 marzo 2018 verranno dimesse dalla Casa di Cura “Giovanni XXIII” di Monastier

Aiuti ai terremotati: Il Cardiologo della Giovanni XXIII va ad Arquata del Tronto

 

Ad aprile 2018 ci sarà la posa della prima pietra del nuovo poliambulatorio di Arquata del Tronto, frutto anche della solidarietà veneta. L’edificio infatti verrà realizzato anche grazie ai proventi delle mammografie della Casa di Cura Giovanni XXIII. Un altro, fondamentale tassello di una collaborazione che da due anni vede insieme la “Giovanni XXIII”, Avis Veneto e Avis Marche per la realizzazione del poliambulatorio in una zona duramente colpita dal sisma e dove c’è bisogno di tutto.

La nuova struttura sarà composta da quattro ambulatori e sarà l’unico punto di riferimento sanitario per migliaia di persone tra abitanti e turisti che, pian pianino, stanno tornando a visitare i parchi della zona, in particolare quelli dei Monti Sibillini e dei Monti della Laga. La struttura più vicina, infatti, dopo il terremoto che ha distrutto anche Amatrice, è ad Ascoli Piceno. La Casa di Cura, che già ha inviato un defibrillatore al medico del paese, Italo Paolini (collegatosi in diretta durante la serata), ha annunciato che si occuperà anche dell’arredamento di uno o più ambulatori e che un suo cardiologo, il dottor Totò Giujusa, ha dato disponibilità a recarsi una volta al mese gratuitamente per visitare la popolazione di Arquata. Nel frattempo, la raccolta fondi continuerà, sempre tramite Avis regionale Veneto.

Leggi la rassegna stampa completa:

 

Cancro al seno. Massaggi Olistici prima dell’intervento

Massaggi olistici prima dell’intervento per le Donne operate per un cancro al seno. La testimonianza di Graziella, 45 anni, che al momento della chemio aveva deciso di “mollare”.

Graziella prima dell’intervento al seno si è sottoposta al trattamento di massaggi olistici del #ProgettoArmonia della Casa di Cura Giovanni XXIII di Monastier.

“Le donne hanno una forza che può vincere tutto” ci ha detto.

Sentiamo il suo racconto:

 

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#forzadonne #vincoIO #Giovanni23

Avis e Casa di Cura insieme per prevenire i tumori al seno e aiutare i terremotati

„Gli esami strumentali effettuati alla Casa di Cura Giovanni XXIII di Monastier nel mese di ottobre contribuiranno alla realizzazione del Poliambulatorio di Arquata del Tronto“

 

„Ottobre è il mese della prevenzione del tumore al seno. La casa di Cura “Giovanni XXIII” di Monastier, in collaborazione con l’Avis regionale del Veneto, per il secondo anno consecutivo, con il motto “Pensa alla tua salute aiutando il prossimo” si mette a fianco delle famiglie, ed in particolare delle donne, per sensibilizzarle ad avere cura del proprio corpo attraverso gli esami clinico strumentali di prevenzione….“

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Prenota o richiedi informazioni sulla mammografia in 3D

 

 

 

 

 

La squadra del Trifoglio Rosa, sostenuta dalla Giovanni XXIII di Monastier

Le #donne del Trifoglio Rosa Mestre della #Lilt si sono messe a pagajare. E’ stata presentata ieri la squadra che gareggerà dal 3 all’8 settembre 2017 ai Venice2017 – ICF Dragon Boat Club Crew World Championships. Nessuna di loro pagajava prima della malattia. Grazie ad alcuni medici, che dopo lo svuotamento ascellare le ha indirizzate a questo sport per il recupero motorio degli arti superiori, hanno intrapreso l’attività e ora sono più affiatate che mai.

Da sinistra a destra: Il Dott. Francesco di Toma, Il Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, l’amministratore delegato della Casa di Cura Gabriele Geretto, ed il Dott. Pasquale Piazzolla

La squadra del Trifoglio Rosa con i rappresentanti della Casa di Cura

Il Venezia Calcio arriva alla Casa di Cura di Monastier per le visite mediche dei calciatori.

“Siamo una realtà all’ avanguardia e ci sentiamo lusingati che il Venezia abbia scelto nuovamente la nostra struttura” ha detto l’amministratore delegato Gabriele Geretto”.

Giornata di visite medico sportive venerdì mattina per il Venezia F.C. Anche il giovane attaccante trevigiano Davide Marsura, di Valdobbiadene, si è recato presso la Casa di Cura “Giovanni XXIII” di Monastier per essere sottoposto agli esami annuali di routine obbligatori per l’idoneità sportiva agonistica. Con lui l’altro attaccante del Venezia F.C. Stefano Moreo.

La collaborazione tra il Venezia F.C. e la Casa di Cura Giovanni XXIII è iniziata, come sponsor, nella stagione 2015-2016 quando la squadra militava ancora nella categoria Dilettanti. A distanza di due stagioni la squadra allenata da Pippo Inzaghi è già in Serie B.

“E’ una soddisfazione accompagnare nelle crescita non solo fisica, ma anche professionale, questi giovani”. Ha detto Gabriele Geretto, amministratore delegato della Casa di Cura Giovanni XXIII. “In due anni il Venezia F.C. ha avuto due promozioni. Un record che poche squadre possono vantare”. “Lo sport è nel nostro DNA”, ha ribadito Geretto, “Sia perché anch’io l’ho praticato da giovane ma anche perché la nostra struttura è diventata un punto di riferimento per le società che operano in ambito agonistico”.

“Con il Venezia F.C. ogni anno mettiamo a disposizione i nostri specialisti per le visite obbligatorie di inizio attività garantendo poi, nell’arco di tutta la stagione qualsiasi tipo di indagine diagnostica, soprattutto quelle che riguardano i traumi che, purtroppo, nello sport sono all’ordine del giorno” continua l’amministratore delegato della Casa di Cura Giovanni XXIII. “Siamo una realtà all’avanguardia e ci  sentiamo lusingati che la Direzione della squadra lagunare abbia scelto per il terzo anno consecutivo la Casa di Cura Giovanni XXIII come punto di riferimento medico sportivo per i loro atleti” ha concluso Gabriele Geretto.

Rassegna stampa completa:

 

Veneziatoday

Trevisotoday

Il Gazzettino – Ed. Venezia

La Nuova Venezia

VenetoUno

 

 

 

 

 

Melanoma: diagnosi e prevenzione

Il melanoma è un tumore maligno che origina dai melanociti (cellule che determinano il colore della pelle). Può formarsi sulla pelle sana oppure svilupparsi su un nevo preesistente. Oggi è una patologia tumorale in aumento: in Italia ci sono 14mila nuovi casi ogni anno e riguardano pazienti al di sotto dei 50 anni.

Alcune persone corrono un rischio più alto rispetto ad altre di sviluppare un melanoma cutaneo. Questo può dipendere da diversi «fattori di rischio». Un fattore di rischio è ciò che aumenta la probabilità di una persona di contrarre una malattia, come il tumore; avere uno o più fattori di rischio non significa però necessariamente ammalarsi.

I fattori di rischio

Per il melanoma i principali fattori di rischio sono i seguenti:

•  carnagione chiara e occhi chiari e/o capelli biondi o rossi;
•  presenza di nevi multipli (>100) o atipici;
•  anamnesi personale positiva per melanoma;
•  parente di primo grado affetto da melanoma;
•  esposizione solare eccessiva e storia di scottature solari durante l’infanzia.

Prevenzione

Il primo e fondamentale obiettivo nella lotta al melanoma consiste nel riconoscimento in fase precoce e nel successivo trattamento chirurgico che nella maggior parte dei casi è risolutivo. Quando un melanoma viene diagnosticato in fase iniziale, il tumore viene asportato e il paziente può tornare a condurre una vita normale.

E’ consigliato l’autoesame dei nei (ogni 3-4 mesi), con l’ausilio della semplice regola dell’abcde: asimmetria della lesione, bordi irregolari, colore disomogeneo (rosso-bruno, rosa non uniforme, nero); dimensioni (> 6 mm), e come evoluzione (crescita/allargamento della lesione o qualsiasi cambiamento nella forma e nel colore). La presenza di qualcuno di questi caratteri può far sospettare il melanoma, e deve quindi spingere ad una valutazione specialistica.

Per poter effettuare un’adeguata prevenzione dei tumori cutanei, le linee guida internazionali in materia consigliano controlli ripetuti ogni 6 mesi-1 anno (a seconda dei fattori di rischio personali, come il numero di nevi, familiarità per tumori cutanei, fototipo chiaro, etc).

Diagnosi

La visita dermatologica comprende, oltre all’osservazione diretta delle neoformazioni pigmentate, altre metodiche più complesse, come la dermatoscopia che permette la valutazione diretta ed in modo non invasivo e indolore, di micro-strutture anatomiche che si trovano all’interno della pelle. Alcune statistiche riportate in letteratura relative al rapporto tra melanoma e numero totale di lesioni asportate, mostrano che con la sola osservazione clinica, viene riconosciuto circa un melanoma ogni 30 lesioni asportate, il rapporto scende ad 1:15 nel caso in cui l’esame clinico venga effettuato dal dermatologo. Con l’ausilio della dermatoscopia questo rapporto si attesta mediamente su 1:5.

Informazioni e prenotazioni visite:

  • Casa di Cura: 0422 896 739

Lunedi – Venerdì dalle ore 08.00 alle ore 16.00.

  • Centro Medico  (solo libera professione)  0422 896 599  

Lunedì – Giovedi dalle ore 09.00 alle ore 19.00

Venerdì dalle ore 09.00 alle ore 13.00

#Prevenire e #Curare le Parodontiti

Le parodontiti sono un’infiammazione delle gengive che, se non curate per tempo, possono portare ad ascessi anche gravi, fino alla perdita dei denti. Per capire come prevenire e come trattare il problema, abbiamo chiesto al dottor Leonardo Priore, responsabile del Servizio di Odontostomatologia della Casa di Cura Giovanni XXII di Monastier (Treviso). “Le malattie parodontali colpiscono un’ampia fascia della popolazione, non solo in età adulta. Si tratta, infatti, di un disturbo che, in parte, è fisiologico (con l’età, le gengive tendono a ritirarsi, ndr), ma ha pure una componente ereditaria e può, quindi, colpire anche i giovani, con forme molto aggressive”.

I PRIMI SINTOMI

“Il primo campanello d’allarme – spiega il medico – è il sanguinamento gengivale, che indica la presenza di un’infezione in atto. Quando si nota del sangue lavandosi i denti, quindi, bisogna subito rivolgersi a un dentista, per svolgere un’accurata pulizia.
La semplice igiene con spazzolino e filo interdentale non basta: è necessaria un’ablazione profonda, che elimini tutti i residui di placca e tartaro dalle tasche che si sono formate tra dente e gengiva. I microbi che si annidano all ’interno, di tipo anaerobico, sono molto aggressivi e possono provocare infezioni che, oltre alla bocca, provocano danni anche gravi al resto dell’organismo”.

“In questa fase, poi, è fondamentale eseguire un sondaggio, che permetta di stabilire quanto sono profonde queste cavità. Se lo spazio supera i 4 millimetri, sarà necessario intervenire chirurgicamente, per ‘riempire’ la tasca. L’operazione, ovviamente, sarà tanto più facile quanto prima si individua il disturbo. Ma anche in presenza di denti già compromessi, perché si muovono, il paziente non si deve scoraggiare: le moderne tecniche a nostra disposizione permettono di salvare il dente prima della caduta”, prosegue il dottor Priore.

STILI DI VITA CORRETTI

“Ci sono malattie e terapie mediche che possono complicare il quadro delle parodontiti: queste infezioni sono strettamente legate al diabete e alle patologie cardiovascolari. Un’attenzione speciale, poi, va posta alle donne in gravidanza e a chi assume farmaci bifosfonati (in grado di inibire il riassorbimento osseo, ndr), perché, diminuendo la vascolarizzazione, rischiano di aumentare le possibilità di necrosi. “Detto delle possibili cure, però, è fondamentale ricordare che la prima prevenzione dipende molto dal nostro stile di vita. Il fumo aumenta il rischio di parodontiti, perché la nicotina riduce i risultati delle terapie e si deposita nelle tasche. Via libera, invece, ad un’alimentazione sana, equilibrata e ricca di vitamine. Dopo i pasti principali, bisogna sempre spazzolare bene i denti.

In commercio, si trovano dentifrici salini o a base di clorexidina che possono aiutare a prevenire i disturbi, ma è bene ricordare che usare in modo corretto lo spazzolino è la cosa più importante per evitare l’erosione dei colletti e la retrazione delle gengive”.

“Infine – conclude il medico – almeno una volta all’anno è opportuno programmare una visita di controllo e un’igiene dentale, che permetterà così anche di monitorare lo stato di salute della nostra bocca”.

Interventi di “Trapianto di Cornea” alla Casa di Cura Giovanni XXIII

Dal mese di Gennaio presso la Casa di Cura Giovanni XXIII è iniziata l’attività di trapianto di cornea con le tecniche più avanzate grazie alla collaborazione del Dott. Alfonso Zampini, ultimo allievo del Prof. Giovanni Rama.

L’intervento di  “Trapianto di Cornea” o Cheratoplastica è rivolto a tutte le patologie della cornea che riducono l’acuità visiva o per un’opacità del tessuto (cicatrici post-infettive o post-traumatiche, distrofie o degenerazioni corneali) o per una sua distorsione (cheratocono, traumi). L’intervento consiste nella sostituzione del tessuto danneggiato con una cornea da donatore proveniente dalla Fondazione Banca degli Occhi del Veneto, e viene eseguito in anestesia loco-regionale. Il nuovo lembo corneale, ripristinando la trasparenza della cornea, può consentire al paziente di recuperare la vista, migliorando le condizioni di vita di questi pazienti.

Ma non c’è trapianto se non c’è donazione!

Per questo motivo la Dott.ssa Flavia Petrin, Responsabile dell’Ufficio Prestazioni Sanitarie e Presidente Nazionale AIDO, Associazione per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule, ha promosso insieme con AIOP Giovani Veneto la partecipazione al progetto “Girasoli” della F.B.O.V.  volto all’incremento di trapianti di tessuti oculari nel Veneto, che prevederà la raccolta dei tessuti corneali sia in Casa di Cura Giovanni XXIII sia presso il Centro Servizi agli Anziani Villa delle Magnolie.

 

Grazie alla stretta collaborazione tra la Casa di Cura, la Fondazione Banca degli Occhi del Veneto, il Coordinamento Ospedaliero Trapianti dell’ULSS 9 e il Centro Regionale Trapianti si è raggiunto un traguardo di indubbia soddisfazione non solo per gli operatori che partecipano direttamente a questa attività, ma per l’intera rete.