Il primo passo per la prevenzione del carcinoma alla mammella? L’autopalpazione del seno

A cosa serve e come si fa l’autopalpazione del seno?

L’autopalpazione del seno permette la conoscenza approfondita della normale struttura del seno permettendo alla donna di scoprire tempestivamente eventuali modificazioni e anomalie.

Com’è fatta una mammella?
La mammella è costituita da ghiandole, dotti, tessuto grasso e muscolare. Contiene un numero variabile di dotti secretori di latte che confluiscono nel capezzolo e sono responsabili della produzione del latte materno.
Sappiamo che, dividendo il seno in quattro parti (quadranti), la maggior quantità di dotti è localizzata nel QSE (quadrante superiore esterno) della mammella quello prossimo all’ascella. È in questa localizzazione che si trova la maggior percentuale di tumori maligni della mammella (circa il 50%). Nel QSI (quadrante superiore interno) circa il 15%, nel QIE (quadrante inferiore esterno) circa l’11% mentre nel QII (quadrante inferiore interno) solo il 6%.

Iniziare da giovani

Società mediche nazionali ed internazionali raccomandano che si inizi con l’autopalpazione del seno a partire dai 20 anni di età. È dimostrato che 1 donna su 10 potrebbe essere affetta da cancro alla mammella durante la sua vita, la frequenza aumenta tra i 40 e i 65 anni. Il 95% dei casi di carcinoma mammario può essere guarito se diagnosticato precocemente.

Quando farla?

L’autopalpazione del seno deve essere eseguita una volta al mese, in modo che ogni donna impari a conoscere la struttura fisiologica del suo seno e possa notare ogni alterazione.
E’ importante che l’autopalpazione sia eseguita correttamente e sempre nello stesso periodo. Le donne in età fertile possono eseguirla alcuni giorni dopo il termine del ciclo mestruale, quando la mammella è meno tesa e dolente. Le donne in menopausa o in gravidanza possono eseguirla il primo giorno di ogni mese (un giorno fisso che sia facile da ricordare).

LE ALTERAZIONI DA RICERCARE DURANTE L’AUTOPALPAZIONE SONO:

1) la comparsa di un nodo o di un addensamento nella mammella o nel cavo ascellare
2) una variazione di dimensione, di forma o un’asimmetria delle mammelle
3) una tumefazione della mammella
4) qualsiasi alterazione cutanea, quale una retrazione od una irritazione
5) arrossamento o desquamazione del capezzolo o della cute mammaria
6) secrezione ematica o siero-ematica dal capezzolo
7) dolore od aumentata sensibilità del capezzolo
8) retrazione del capezzolo: introflessione o rotazione in una posizione differente

Se si evidenziano una o più di queste alterazioni, è necessario rivolgersi quanto prima al senologo, per una corretta valutazione diagnostica.

Come si procede?
E’ importante guardare e sentire entrambe le mammelle ed il cavo ascellare.

  • L’ispezione (guardare)

Situatevi di fronte ad uno specchio ed osservate i vostri seni:
prima con le braccia lungo il corpo
poi con le mani pressionando la vita (questa manovra contrae il muscolo pettorale)
poi portate le braccia sopra la testa

Osserva i tuoi seni per distinguere eventuali differenze tra di loro:

-nella forma
-di grandezza
-nel contorno
(rigonfiamenti, zone dure, retrazioni del capezzolo, ecc…)
Osserva la cute per evidenziare eventuali eczemi, ulcerazioni, ecc…

  • La palpazione (sentire)

Può essere effettuata sia nella posizione eretta che nella posizione supina.
Posizione eretta: la mammella può essere esaminata anche sotto la doccia; la pelle lubrificata dal sapone rende più agevole la palpazione. Portare il braccio destro dietro la testa. Usando la mano sinistra, esaminare la mammella destra ed il cavo ascellare dello stesso lato, cercando di rilevare la presenza di eventuali nuovi nodi. Nello stesso modo, esaminare la mammella sinistra.
Posizione supina: sdraiarsi con un cuscino o un asciugamano sotto la spalla destra e portare la mano destra dietro la testa. Controllare con la mano sinistra tutta la mammella ed il cavo ascellare destro. Ripetere per l’altra mammella.
Con le tra dita centrali della mano esploratrice esaminare la mammella creando degli anelli concentrici che si chiudono in una spirale, partendo dai quadranti esterni, per terminare nell’area del capezzolo (foto sotto)

Esaminare la mammella con dei movimenti verticali, coprendo l’intera area
Esaminare la mammella “per quadranti”, con movimenti dall’interno all’esterno e viceversa

Autopalpazione della mammella: come farla nel modo giusto [VIDEO]

Quando si palpa la mammella bisogna esercitare tre differenti livelli di pressione (lieve, moderata e forte) e dei piccoli massaggi circolari.
Non sollevare le dita durante la palpazione, per evitare di non esaminare un’area. E’ preferibile eseguire l’autopalpazione in un ambiente caldo o durante la doccia, in maniera tale che il tessuto mammario sia rilassato.

Il freddo può determinare una contrazione della mammella e del capezzolo, tale da rendere difficoltoso l’esame.
Naturalmente è importante valutare l’intera mammella con la massima cura, ricordandosi però che circa la metà dei tumori insorge nei quadranti supero-esterni, in prossimità del cavo ascellare.

Circa un terzo dei tumori insorge nell’area dietro il capezzolo. E’ necessariocomprimere il capezzolo e valutare l’eventuale secrezione di liquido, che se è giallo o verdognolo può non dare preoccupazioni. Al contrario, se è scuro o francamente ematico è da segnalare al proprio curante.
Soltanto il 20% delle donne praticano l’autopalpazione al seno, bisogna renderla un’abitudine.

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