Colonscopia virtuale

La colonscopia virtuale è una pratica radiologica non invasiva che permette di studiare la parete del colon simulando la colonscopia tradizionale. La procedura endoscopica virtuale viene realizzata con l’ausilio di software dedicati che utilizzano le immagini acquisite dalla TAC. A differenza della colonscopia tradizionale, quella virtuale viene condotta senza l’introduzione di sonde nel colon che possono risultare dolorose inoltre, la grande possibilità di elaborazione, permette di vedere le immagini del colon ripulite digitalmente dalle feci attraverso un procedimento chiamato fecal tagging, in questo modo non è necessario far bere al paziente i 4 litri di soluzione lassativa. La Colonscopia Virtuale è una metodica accurata, sicura e ben tollerata, oggi ufficialmente accettata quale opzione di screening per la prevenzione del cancro del colon-retto, in grado di studiare tutto il colon e le sue patologie, individuandone precocemente le cause (coliti, polipi, diverticoli, neoplasie), senza rischi o grosse controindicazioni, non richiede sedazione o mezzi di contrasto iniettati per via endovenosa. L´esame dura pochi secondi, mentre, successivamente, il medico può navigare all´interno delle immagini, utilizzando software specifici e scegliendo l’opportuna angolazione per meglio osservare il colon e individuare problemi o eventuali patologie.

L´endoscopia virtuale non si pone lo scopo di sostituire del tutto la colonscopia tradizionale, ma può essere utilmente indicata quale esame di prima scelta, allo scopo di identificare eventuali malattie del colon che potrebbero essere successivamente valutate e curate in un altro momento con l’endoscopia tradizionale. Inoltre, è indicata nei casi in cui non sia possibile eseguire l’esame classico per anatomia difficile del colon (colon tortuoso) o per aderenze che non rendano possibile la completa esplorazione. Può essere anche utilizzata a scopo diagnostico in caso di disturbi evidenti: ad esempio in caso di perdite ematiche, anche se in questi casi, in cui è forte il sospetto di presenza di patologia neoplastica, è meglio iniziare subito con un esame tradizionale. Invece è molto importante a scopo preventivo, sia nelle persone a rischio (presenza di familiarità di tumori del colon), che in persone normali ma consce del rischio che il tumore del colon pone (uno dei più diffusi in quest’epoca). Infatti, solo il 10% dei tumori insorge per la presenza di familiarità, mentre il resto dei tumori è correlato a fattori ambientali, all´alimentazione ecc. Va ricordato che il tumore del colon è inizialmente una piccola protuberanza sulla superficie mucosa del colon (polipo) e solo successivamente degenera in tumore. Pertanto lo scopo preventivo della colonscopia virtuale sta nell’identificazione precoce di piccoli polipi che possano essere poi rimossi senza problemi. La colonscopia virtuale dà le stesse garanzie diagnostiche della colonscopia tradizionale, riuscendo a individuare fino al 95% dei polipi di 6-8 mm, e permette di ottenere una diagnosi immediata. Poter disporre di una tecnica meno invasiva consente di aumentare il numero delle persone che si sottopongono al test diagnostico con migliori risultati sul piano della ricerca di lesioni neoplastiche iniziali e facilmente curabili.

Scopo preventivo

Le indicazioni allo studio del colon per valutazioni preventive propongono che a tutti i soggetti di età superiore a 50 anni (o 40 anni nel caso di familiarità per carcinoma o adenoma colo-rettale insorto prima dei 60 anni), venga eseguito uno screening periodico per l´individuazione di eventuali neoplasie o di forme preneoplastiche. Lo screening eseguito almeno ogni 5 anni consente un´individuazione precoce delle lesioni, con eventuale rimozione in fase iniziale e guarigione. La colonscopia virtuale può essere utilizzata nello screening del tumore colo-rettale, e gli ultimi risultati comparsi in letteratura scientifica lo confermano. I recenti studi dimostrano infatti che la colonscopia virtuale ha praticamente la stessa accuratezza della colonscopia tradizionale nella identificazione precoce di polipi e neoplasie, anche se si tratta di lesioni di piccole dimensioni. Infatti la sensibilità della endoscopia virtuale è:
– l’85% dei polipi con diametro fino a 6 mm;
– il 95% dei polipi con dimensioni pari o superiori ai 10 mm.
Si nota quindi che l’endoscopia virtuale è in grado di identificare la maggior parte dei polipi più grandi, più a rischio di diventare tumori maligni; i polipi più piccoli sono invece nella maggior parte dei casi delle alterazioni infiammatorie della parete mucosa (polipi iperplastici), che non hanno nella loro storia futura un destino importante, rimanendo inalterati senza evoluzione in carcinoma.

Come si esegue?

La colonscopia virtuale si basa su un esame accurato della parete intestinale, pertanto è necessario eseguire preliminarmente una corretta preparazione dell´intestino che miri a una pulizia completa del colon-retto.

 

1. Nei due giorni precedenti l’esame bisogna seguire una dieta priva di scorie:

  • evitare: frutta, verdura, formaggi;
  • mangiare: pane, pasta, riso, carne, pesce, salumi.

2. Il giorno precedente l’esame bisogna assumere un purgante al mattino e un lassativo al pomeriggio (consultarsi con il medico che ha proposto l´esame).
Ad esempio:

  • PURSENNID 7
  • MACRO-P 14,6 gr

3. La sera prima, dovendo rimanere digiuni da cibi solidi per almeno 12 ore prima dell’esame, è necessario osservare una dieta liquida. Si possono bere: tè zuccherato, camomilla o comunque liquidi.

4. Su indicazione medica, in base al quesito diagnostico e alle condizioni fisiche, il giorno dell’esame il paziente assume del mezzo di contrasto iodato diluito per via orale, 2-3 ore prima della insufflazione.

Esecuzione

1. Vedere la parete del colon significa distenderla con aria o anidride carbonica (CO2) e premettere un’accurata valutazione di tutta la superficie mucosa. Pertanto, attraverso una piccola sonda introdotta a livello dell´ano (piccola come una supposta) si immette aria (o CO2) che non provoca in genere fastidio particolare al paziente. L’aria si riassorbe in poche ore e dopo l’esame è subito possibile tornare alle normali attività quotidiane. Per evitare che l´intestino si “ribelli” all’introduzione dell´aria, con fastidiose contrazioni, pochi minuti prima dell´esame si esegue una iniezione endovenosa di un farmaco che rilascia la muscolatura liscia del colon (Spasmodil; lo stesso farmaco che si impiega per le coliche renali ed intestinali).

2. Dopo avere disteso il colon con aria (preparazione che si esegue sul lettino TAC), si introduce il paziente nel “gantry”, ovvero nell´apertura dell’apparecchio attraverso cui si ottengono le immagini. L´acquisizione delle immagini TAC dura pochissimi secondi (5-6) ed in genere viene ripetuta in posizione supina ed in posizione prona, per vedere tutte le superfici della parete del colon. Le radiazioni a cui viene sottoposto il paziente sono scarse (circa 1/10 rispetto a un esame standard) perché attualmente vengono utilizzati protocolli a bassa dose. L’analisi delle immagini viene poi effettuata dal radiologo con l’ausilio di 8 sistemi CAD (Computer Aided Diagnosis), cioè di software dedicati alla colonscopia virtuale che consentono l’identificazione automatica di lesioni polipoidi e neoplastiche, facilitando il medico nella diagnosi.

Quando si esegue?

Pur non potendo sostituire l´esame tradizionale, la colonscopia virtuale può essere utilizzata come metodo di indagine quando la prima non fosse possibile: pazienti anziani e/o in condizioni precarie di salute e nei pazienti con controindicazione alla colonscopia convenzionale, per esempio affetti da cardiopatie, malattie polmonari o che aumentino il rischio di complicanze in caso di esame endoscopico. L´esame eseguito a scopo preventivo dovrebbe essere proposto al di sopra dei 50 anni e ripetuto almeno ogni 5 anni circa. Si calcola infatti che il tumore del colon sia a lenta crescita; pertanto anche individuando una lesione della parete del colon in fase di crescita, dopo 5 anni si è ancora in tempo per rimuoverla prima che abbia assunto i connotati di tumore maligno non operabile. Nei pazienti ad alto rischio (pazienti che hanno avuto parenti con tumore del colon), è consigliato iniziare lo screening selettivo al di sopra dei 40 anni.