Incontinenza urinaria

Trattamenti per l’incontinenza urinaria.

TVT

[showhide type=”tvt” more_text=”approfondisci” less_text=”chiudi” hidden=”si”]
L’intervento di TVT generalmente viene eseguito in anestesia locale e prevede il posizionamento di una benderella in polipropilene a livello dell’uretra media. Si praticano due incisioni addominali a livello della sinfisi pubica di un centimetro di diametro e una piccola incisione vaginale a livello dell’uretra media.Si creano due tunnel verso lo spazio retropubico attraverso i quali si introducono gli aghi che consentono di far fuoriuscire la benderella bilateralmente a livello sovrapubico. Le possibili complicanze secondarie a tale intervento sono caratterizzate dalla ritenzione urinaria completa o incompleta, che può richiedere per un breve periodo di tempo lo svuotamento vescicale mediante cateterismo, la persistenza dell’incontinenza, la comparsa di una de novo urge incontinence non presente preoperatoriamente. Altre possibili complicanze possono essere il sanguinamento profuso, tale da richiedere l’utilizzo di globuli rossi concentrati o emoderivati, le perforazioni vescicali e le erosioni dell’uretra da parte della benderella.
[/showhide]

Colpoplastica anteriore

[showhide type=”tvt” more_text=”approfondisci” less_text=”chiudi” hidden=”si”]
L’intervento di colpoplastica anteriore viene eseguito in anestesia e richiede un’incisione chirurgica a livello della parete vaginale anteriore. Si isolano e mobilizzano la base vescicale, la regione del collo vescicale e l’uretra prossimale dalle pareti vaginali laterali. Identificata la fascia pubocervicale, vengono posizionati dei punti di sutura sui suoi margini che vengono quindi suturati sulla linea mediana, anche in più strati, in modo da ottenere la completa obliterazione del prolasso. A seconda del giudizio dell’operatore può essere posizionata una rete a sostegno delle strutture suturate.
Le possibili complicanze sono rappresentate da recidiva del cistocele, emorragie che potrebbero richiedere la necessità di trasfusioni di sangue o emoderivati e lesioni iatrogene degli organi pelvici.
Complessivamente le lesioni vescicali e le emorragie significative non superano l’ 1%.
La persistenza di duraturi disordini minzionali, come la ritenzione urinaria in assenza di alterazioni minzionali preoperatorie, è pressoché assente; l’incidenza di instabilità detrusoriale de novo non supera l’8%.
II decorso postoperatorio dura 3-4 giorni salvo complicazioni.
[/showhide]